Antonio Bilo Canella  apre uno Spazio:

 

Un Primo disperato tentativo di comunicazione

 

Cultura da COLERE.

COLERE = Coltivare.

Coltivare significa : dissodare, seminare, attendere, innaffiare, nutrire, attendere, sostenere, attendere, proteggere, attendere, attendere, attendere e poi raccogliere, forse.

Verbazione ignota alla maggioranza dei sedicenti odierni operatori culturali.

NOLUNT.

Non vogliono ATTENDERE. Non vogliono SEMINARE. Non vogliono SOSTENERE, INNAFFIARE. Non vogliono NUTRIRE.

VOLUNT.

Vogliono raccogliere SUBITO e poi VENDERE.

 

IO reclamo la CULTURA come valore autonomo, non sottoposto ad alcuna legge di mercato e di numeri.

Basta budget, commerciabilità, vendibilità, consenso, consenso, consenso...

La CULTURA prescinde da questo delirio stipendiocratico et porcescente.

CULTURA è scomodità et Arte in summo est, sua vetta estrema.

Ciò che un Artista scopre con una vera operazione culturale è e deve essere SCOMODO, SPIAZZANTE, UN DEPLACEMENT.

Lo si viene a vedere ( l’Artista-Mago ) per essere Illuminati, per fare un Salto nel Vuoto (super-natura facit saltus) , per essere “spostati”, per ESSERE.

PER  DEFINIZIONE, PER SUA INTRINSECA NATURA, una operazione artistica e culturale non può e non deve essere una operazione mercantilizia.

Lo sarà, nel tempo, se si saprà attendere la raccolta dei frutti, allora, forse, si potrà provare a venderli.

Qui, a FIDENE, antica roccaforte etrusca, unico avamposto oltretiberino e tuttora resistente ad ultracontagi metropolitani, incontrerete ARTISTI e la garanzia sono IO.

Nessun ARTISTA qui pagherà o sarà pagato.

Solo il Pubblico pagherà: per essere illuminato, frastornato, spiazzato, allibito, grandiosamente stupefatto.

SUPERESSE, sopravvivere, sì.

Arricchirsi no, non c’è Tempo, non c’è Spazio: ARTE, RISCHIO, CORAGGIO.

Il Coraggio e il Rischio dell’Impegno contro tutto ciò che ci ostacola: guai a voi mercanti del Tempio...

Essere disposti a MORIRE.

I più fortunati di voi vedranno Artisti che HANNO SUPERATO LA MORTE e questo, questo, li rende GRANDI.  Dei GENI. Semplicemente.

Benvenuti e/o Buon Viaggio. 

 

 

 

 

 

 

Un Secondo disperante tentativo di comunicazione

 

Antonio Bilo Canella apre uno Spazio.

Nella più disperante vuotezza e con la più grande vitalità, apro uno spazio.

Apro uno spazio per tornare ad Affermare Perentoriamente.

Per far tuonare la mia Voce/Corpo.

Per farla finita con la Mistificazione che stordisce questo tempo pagano: un Titano che si batte con il pantheon degli dei televisivi attorniati dai centobraccia briarei della politica: mi sono stancato delle promesse vane quanto magniloquenti di questi buffoni vestiti a partito, e degli inciuci di sedicenti artisti-organizzatori-produttori-registi-attori tristemente appena normo-dotati.

Fuori Tutti.

Qui entra solo chi dico io.

Qui la mia Parola è rivolta solo alle Persone, Persone che desiderano Illuminarsi e Viaggiare, Perdersi e Ritornare.

Questo è uno spazio sacro.

Le mie saranno Celebrazioni, non spettacoli.

Tutto è stato detto, ma la mia Voce è potente e supera il Frastuono che ci circonda.

Quello che accadrà a Fidene, a Via Radicofani 172 bis, sarà Forte, Forte e Grandioso.

Eventi Grandiosi, Artisti Grandiosi.

Pubblico Grandiosamente Stupefatto, e in Estasi.

Fottetevi, oppure venite a partecipare, ma venite con il Desiderio, un Desiderio ardente.

 

 

Un Terzo disperato tentativo di comunicazione

 

Mi riapproprio della Parola.

Mi riapproprio del Diritto/Privilegio della Parola in quanto Eletto.

Abolisco la “corretta” moderazione e l’umiltà cattolica.

A chiare lettere, a Fidene è nato un luogo  Grandioso.

A chiare lettere qui nasceranno Eventi Grandiosi.

A chiare lettere gli Artisti qui ospitati porteranno solo opere grandiose.

Per finirla con lo spirito di rinuncia e di non-schieramento.

Per finirla con la moderazione e le vie di mezzo.

Per la rinnovata affermazione di una via estrema ed individuale, oltre la consapevolezza del Gioco delle Parti.

E ti uccido anche, se questo è il mio Ruolo: nessun compromesso, signori, sono un  Artista e come tale un esploratore delle Infinite Realtà: non mi interessa il commercio, né vi sono portato (abbiate pazienza).

Vivo di contraddizioni programmatiche e non della sonnolenta accettazione di norme e regole.

Io, ricordo il non detto, urlo il non scritto, sguazzo nelle Nefandezze e questo è tutto.

 

               

                                                                 IGNI AGOR

Qui se ipsum laudat

cito derisorem invenit

                              

                              (Publilio Siro)