Vox Paraplegica
L’idea di un ALTROVE ha da sempre guidato la ricerca di Antonio Bilo Canella.
La percezione dell’Attore restituibile alla sua antica funzione sacra di Tramite e Medium; la visione del Teatro come luogo eletto per la manifestazione di tangibili Realtà Parallele.
La matematica ha da tempo dimostrato l’esistenza di infiniti molteplici Universi accanto a quello che noi percepiamo come unico e nostro; ed ecco quindi che lo spazio teatrale diviene il luogo celebrativo di questa verità, il luogo dove si vive il Mistero del Multi-verso e non solo dell’Uni-verso: la FINZIONE restituita alla sua etimologia di atto che PLASMA e dà realtà ad una tra le infinite Potenzialità ( latino fingere = plasmare ).
In tutto questo ambaradam mistico uno spazio centrale lo acquisisce la Voce.
La Voce è colei che nomina , che evoca e che plasma, colei che CREA: l’atto vocale è all’origine di quasi tutte le tradizioni mitiche esoteriche. Ed ecco che la ricerca di Bilo Canella si focalizza sull’atto vocale, esplorandone le sue capacità magiche mitiche e misteriche.
La folgorazione è nell’incontro-shock con la voce medium di Color Che Son Trapassati : Kon Ciok Nian, sciamano tibetano e Benito Casagrande Ichow, sciamano Tarahumara, sono le sue guide iniziali nel mondo dell’ ALTROVE.
Ma poi la ricerca si allarga e si spande con lo studio di materiali vocali provenienti da tutte le tradizioni che spostano la Voce in un luogo di extra-quotidianità: in particolare vengono studiati i materiali reperiti alla Discoteca di Stato a Roma di tutti i grandi attori del passato, impegnati con i versi della Poesia Italiana: Gramatica, Benassi, Petrolini, Ruggeri, Randone. E poi anche Monk, Stratos, Bene, Berberian tra i contemporanei.
Dall’altro lato sempre folgorante è stato l’incontro-scontro con la voce di alcuni amici spastici e paraplegici: fu difficile convincerli che la somiglianza fonatoria che loro riscontravano tra la loro voce, prodotto di ostacoli organici e “quella” voce di Bilo Canella, risultato di un’ Estasi artistica, non fosse frutto di una semplice “presa in giro” . Di lì nacque il progetto con l’Università di Roma , di esplorare gli Universali della Voce e di lì nacque la definizione di Voce Paraplegica per descrivere la strana, fratturata, balbettante, ridondante, alterata vocalità di Antonio Bilo Canella.